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Sono rare e poche le alterazioni che possono verificarsi nell’Aceto Balsamico una volta prelevato per il consumo. Prelevato dalla botte, la forte acidità e l’elevato tenore zuccherino tendono a mantenere l’Aceto Balsamico stabile, anche per numerosi anni.
Alcuni problemi riscontrabili ricalcano trasformazioni già presenti nelle botticelle quali: - infiacchimento: si intende una sorta di liquefazione dell’aceto. Si tratta di un processo molto lento, più frequente su aceti giovani. Aprendo il contenitore si ritrova un liquido snervato ed uno strato abbondante di deposito. Se si intendono conservare a lungo aceti relativamente giovani conviene utilizzare recipienti non chiusi totalmente (ad esempio una piccola damigiana con garza sopra). Nell’uso quotidiano invece, la classica bottiglietta o l’ampolla sulla tavola ricevono, durante il consumo, aria sufficiente;
- cristallizzazione: nella conservazione del prodotto può insorgere questo inconveniente. Anche nei contenitori chiusi può capitare una leggera evaporazione che, se combinata ad un abbassamento di temperatura, determina la solidificazione del balsamico. Questo problema si verifica quando ad esempio si appoggiano le bottiglie sul piano di cucina o i vasi sulla pietra del pavimento, ritrovandosi per questo raffreddamento diretto un aceto cristallizzato. Tutto questo ovviamente accade per gli aceti balsamici normalmente già troppo densi. |
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